La famiglia omogenitoriale… due parole

Essere mamma è, ogni giorno, una scoperta. Questa settimana ho saputo che uno dei compagni del nido di Arianna ha due mamme. Un po’ lo avevo percepito, perché il secondo giorno di orientamento era con una donna e si comportava con lei esattamente come con la mamma quindi, nella mia testa, non poteva essere né una baby sitter né una zia!
Sono molto felice che Ari abbia la possibilità di vivere a contatto con questa realtà. I bambini sono terreno fertile sul quale costruire un futuro più sostenibile per tutti, fondato sull’uguaglianza, dove la parola “accettazione” non debba più essere usata.
Purtroppo però il momento politico non ci assiste e, se è vero che abbiamo messo al mondo figli che potrebbero finalmente cambiare il modo di vedere le cose e, perché no, il mondo stesso… qualcuno continua a scegliere per tutti, dimenticando che a rimetterci sono solo loro: i bambini!
Trovo artificioso e triste sostenere che le coppie gay vogliano figli per puro egoismo, perché alla stregua allora dovremmo incasellare tutti coloro che ricorrono alla procreazione assistita, tutte le madri insoddisfatte che si rifugiano nella maternità… Quella del genitore dovrebbe essere una vocazione e il disagio psicologico che può essere trasmesso ad un bambino prescinde sicuramente dalla sessualità di chi lo mette al mondo o di chi lo accompagna nell’esperienza della vita.
Vorrei che tutti leggessero questo articolo e che prima di pensare troppo guardassero a cuore aperto “I bambini sanno” di Veronesi.
Siamo governati da persone che non sanno interpretare le esigenze dei bambini di oggi, del mondo di domani.
Ringrazio Arianna che, semplicemente col suo essere bambina, rompe i muri virtuali della diversità e mi accompagna in una crescita nuova ogni giorno.

Per approfondire: Famiglie Arcobaleno e Omogenitorialità.

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